Notizie di cronaca nelle Marche
Mercoledì, 19 Maggio 2010 02:00

La 'vestizione' della chiesa di s. Urbano

La trasmissione, di generazione in generazione, di un qualsiasi elemento della vita e della cultura di un popolo, è un obbligo cui nessuno può sottrarsi; pena, la perdita di un'identità culturale che è caratteristica del nostro paese. Spesso, purtroppo, la nostra storia è fatta di una tradizione orale, che si sta progressivamente affievolendo, diluendosi con il passare degli anni in ricordi più o meno vaghi, in memorie incerte. Ben venga dunque, qualunque occasione ci consenta di fermare nella nostra mente le usanze e le tradizioni del passato in modo da trasmetterle alle generazioni future.
Sotto quest'ottica merita un plauso generale la vestizione della chiesa di Sant'Urbano realizzata in occasione della festa del patrono, che si celebrerà il prossimo 25 maggio.
La vestizione della chiesa con damaschi fu pensata dal canonico Tommaso Peranzoni, curatore dell'eredità di Baldini. Nel 1671 lo stesso Baldini, prima di morire, dichiarò che “far si dovessero i preziosi paramenti di damasco cremisi, fregiati d'oro”. E preziosi lo furono davvero, se si pensa che i damaschi siano costati circa 1/6 di quanto speso per la costruzione dell'intera chiesa.
La prima vestizione, secondo la tradizione popolare, risale al 1680, con l'addobbo solo delle colonne, mentre tutta la chiesa fu addobbata per la prima volta nel 1823. Una vestizione totale risale di sicuro al 1975 come ricordano parecchi testimoni oculari e foto dell'epoca. La chiesa fu addobbata così come è possibile osservarla in questi giorni. L'ultima vestizione ufficiale, tra l'altro parziale, della chiesa risale al 1997, a qualche mese prima del terremoto che ha sconvolto la nostra regione; da allora più nessuno ha voluto imbarcarsi in quest'impresa senza dubbio impegnativa.
Quest'anno c'è riuscito Giovanni Paolo Soverchia, capace di coinvolgere nell'iniziativa un gruppo di appassionati come lui delle tradizioni del passato. Il merito di Giovannino sta nel voler lasciare una testimonianza scritta di questa fatica, in modo da essere tramandata alle future generazioni. Infatti, tutti i teli verranno numerati e catalogati e verrà realizzata, per mezzo di fotografie, una pianta della chiesa in cui ritrovare facilmente la disposizione dei teli.
Non è, di fatto, agevole districarsi tra i vari drappi damascati. Ogni colonna, ogni capitello, ogni cornicione ha il proprio pezzo, fatto su misura. Dopo il terremoto del '97, i drappi sono stati confusi tra loro ed è stato necessario procedere ad una paziente opera di catalogazione prima di proseguire con la vestizione. Si è inoltre resa necessaria una lunga opera di rammendo dei numerosi strappi prodottesi per l'usura del tempo e per l'imperizia usata nel maneggiarli. La stessa chiesa di Sant'Urbano, dopo il restauro, ha subito modifiche come l'impianto di riscaldamento, che hanno reso poco agevole l'accesso ai cornicioni; molti ganci e chiodi in cui erano attaccati i teli sono scomparsi, così come sono stati tappati i fori, presenti sulla volta, che venivano utilizzati per la calata delle corde necessarie a sollevare gli archi. Inoltre, la vestizione deve essere ben coordinata ed iniziare da un punto ben preciso della chiesa altrimenti c'è il rischio di non riuscire a ricoprire tutta la superficie.
Molto del lavoro è stato eseguito, come si faceva una volta, con l'ausilio delle scale; ragioni di sicurezza hanno imposto l'utilizzo di due “trabattelli” e di una piattaforma mobile, perché i cornicioni si trovano a circa 9 metri di altezza; la volta centrale è oltre i 13 metri.
Il compito ha richiesto una settimana di lavoro da parte di volontari volenterosi; l'opera è terminata sabato 15 maggio, in occasione dell'anniversario della prima messa di mons. Ezio Mosca, celebrata a Belforte del Chienti, 72 anni fa, nel 1938.
Grazie, Giovannino, e soci dell'equipe lavori pesanti.

Alberto Bevilacqua

 

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Mercoledì, 19 Maggio 2010 02:00

Visita didattica alla Guardia Costiera

Nella mattinata del 19 maggio gli alunni della prima elementare dell'Istituto Comprensivo “Enrico Mestica” di Macerata hanno effettuato una visita guidata presso l'Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera di Civitanova Marche accompagnati dai docenti del plesso maceratese “Edmondo De Amicis”. Nell'occasione sono state illustrate le principali attività e i servizi istituzionali del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, con particolare riguardo all'attività operativa concernente il soccorso in mare, la sicurezza della navigazione e la salvaguardia dell'ambiente costiero – marino ed alle funzioni amministrative che lo stesso Corpo riveste. Accompagnati dal personale militare di questo Ufficio Circondariale Marittimo, gli studenti hanno effettuato una visita all'interno dell'area portuale avendo modo di verificare di persona le molteplici e svariate attività che vi si svolgono: cantieristica, peschereccia e diportistica ed inoltre è stato illustrato loro come importanza fondamentale abbia la dipendente Motovedetta CP 839, unità navale specializzata nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare.Ulteriori incontri saranno organizzati in futuro per avvicinare i giovani studenti al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e per far loro acquisire le conoscenze sulle tematiche ambientali, sulla tutela e salvaguardia delle specie ittiche, sulla difesa dell'ambiente marino e costiero, nonché stimolare un atteggiamento partecipativo ed attivo teso alla difesa dell'ambiente e del proprio territorio ed a far conoscere il modo migliore per vivere il mare.

 

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Mercoledì, 19 Maggio 2010 02:00

La provincia di Macerata al Forum delle P.A.

Una giornata intensa di incontri con presidenti ed assessori di altre Province per un costruttivo confronto sui progetti di ammodernamento della pubblica amministrazione locale ed al termine anche un cordiale incontro con il Ministro per l'Innovazione, Renato Brunetta. E' trascorsa così, con la presenza anche ad alcuni convegni e la visita a diversi stand, la partecipazione del presidente della Provincia, Franco Capponi e dell'assessore con delega ai rapporti con gli enti locali e alle reti informatiche, Nazareno Agostini, al Forum P.A. in corso a Roma.
In particolare gli amministratori maceratesi hanno preso parte al convegno “Verso una PA basata sul merito e l'innovazione per superare la crisi” e poi al workshop organizzato dall'UPI sul ruolo delle Province per una sfida energetica dell'UE, meglio chiamato "Covenant of Mayors". Un tema, quest'ultimo, su cui la Provincia di Macerata è attualmente impegnata, tanto che proprio la settimana scorsa aveva organizzato un incontro sullo stresso argomento ad Abbadia di Fiastra con la presenza di amministratori dei Comuni maceratesi. Di questo argomento il presidente Capponi ha parlato anche con Giuseppe Castiglione, presidente nazionale dell'Upi e presidente della Provincia di Catania, con Samuele Furfari (DG Energia Commissione europea) e con Daniela Del Vecchio, responsabile Spazio Europa Upi Tecla di Bruxelles.
La modernizzazione dell'apparato pubblico e il potenziamento della informatizzazione degli enti locali sono stati gli argomenti trattati nel cordiale incontro che Capponi ed Agostini hanno avuto con il Ministro Brunetta durante la visita agli stand.


Nelle foto, il presidente Capponi e l'assessore Agostini con il Ministro Brunetta al Forum P.A.
 

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Martedì, 18 Maggio 2010 02:00

Cardinal Vanhoye: 'Il sacerdozio di Cristo'

Un relatore d'eccezione per i sacerdoti della diocesi di Camerino – San Severino Marche. Su invito dell'arcivescovo Brugnaro giovedì 20 maggio sarà nella città ducale Sua Eminenza il Cardinale Albert Vanhoye. Il Cardinal Vanhoye, considerato uno dei più grandi studiosi di esegesi biblica di tutta la Chiesa cattolica ed uno dei biblisti più importanti della storia contemporanea, affronterà il tema del “sacerdozio di Cristo nella Lettera agli Ebrei”.
Nato a Hazebrouck, nel nord della Francia, il 24 luglio 1923 e ordinato sacerdote il 25 luglio 1954, Albert Vanhoye è stato dal 1990 al 2001 strettissimo collaboratore dell'allora Cardinale Joseph Ratzinger in qualità di Segretario della Pontificia Commissione Biblica, presieduta proprio da Ratzinger.
Papa Benedetto XVI lo ha innalzato alla dignità cardinalizia nel concistoro del 24 marzo 2006.
Su mandato di Papa Benedetto, dal 10 al 16 febbraio 2008, il Cardinale Vanhoye, ha tenuto gli esercizi spirituali alla Curia Romana alla presenza dello stesso Pontefice.
 

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"Si dia inizio ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono Venanzio". Così, come ogni anno, alla vigilia della festa di san Venanzio martire, patrono di Camerino, il banditore chiude la lunga e suntuosa cerimonia dell'Offerta dei Ceri, autorizzando l'accensione di un grande falò propiziatorio. Una manifestazione suggestiva, molto partecipata nonostante una temperatura tutt'altro che mite, che ha visto sfilare i cortei dei terzieri di Muralto, Sossanta, Di Mezzo ed il corteo composto dai rappresentanti delle Arti Maggiori, delle Arti Minori, dei Comuni del circondario di Camerino. Accompagnati dal rullo dei tamburi e dal suono delle chiarine i figuranti hanno raggiunto la basilica di san Venanzio, all'interno della quale si è svolta la suggestiva cerimonia. L'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, nel suo breve discorso, ha voluto richiamare l'importanza della solidarietà non solo di tipo economico – sociale, ma anche a fare in modo che la qualità delle relazioni umane abbia sempre a modificarsi e trasformarsi. “Credo – ha detto mons. Brugnaro – che di questo abbia bisogno la nostra città soprattutto in quelli che sono i temi più scottanti, nel rispetto delle persone e nella discussione di metodi e contenuti, così da trovare una concordia che permetta di realizzare il bene comune non squalificando le persone, ma usando i beni ed i talenti di tutti”. Dopo la cerimonia all'interno della basilica tutti i figuranti si sono disposti sul sagrato della chiesa dove gli atleti che disputeranno la corsa alla spada hanno, come detto, acceso il grande falò.

 

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Domenica, 16 Maggio 2010 02:00

Rick, miglior toro adulto razza marchigiana

Con i suoi 15 quintali di peso e soprattutto per la sua accentuata muscolosità che ne accentua la notevole mole, “Rick”, toro cresciuto nell'allevamento dei fratelli Mei a Morrovalle ha preso sulla sua testa le insegne di miglior toro adulto (categoria oltre 36 mesi di età) di razza bovina marchigiana. Il concorso tra i bovini iscritti al Libro genealogico della Marchigiana, che l'Anabic indice ogni anno all'interno della Rassegna agricola centro Italia di Macerata, è rimasto comunque ad appannaggio della stessa “famiglia”: Rick, infatti, ha tolto scettro di miglior toro della categoria al fratello Raggio, vincitore alla Raci per due anni consecutivi, nel 2008 e nel 2009. Entrambi i tori, che al momento della premiazione di Rick sono stati condotti insieme sotto al palco della autorità da Marco e Gilberto Mei, sono figli di Otello, toro campione della razza nel 2007, a sua volta figlio di Erode, incoronato “re” nell'edizione della Raci nel 2002, il quale era cresciuto tra la fine degli anni '90 e i primi di questo secolo nel Centro Tori di Macerata, gestito dall'Associazione provinciale allevatori. Dino Mosca, direttore dell'Apa, non ha nascosto la sua soddisfazione, sottolineando come l'azione del Centro, annesso all'Istituto tecnico agrario di Macerata, continui a dare un contributo determinante al miglioramento della Marchigiana, ormai affermatasi, sia in Italia, sia all'estero, come razza animale da carne di indiscussa qualità. Il "seme" di “Erode” e quello di altre decine di tori allevati nel Centro maceratese negli ultimi dieci anni hanno già fatto il giro del mondo in allevamenti del Sud America, della Nuova Zelanda e del Sud Africa dove il bovino "marchigiano" è molto diffuso e prossimamente con molta probabilità anche in Paesi del Nord Africa e dell'Africa sub-sahariana. Non ha caso insieme al presidente della Provincia, Franco Capponi, al momento di premiare Rick, c'era l'ambasciatore delle Mauritania in Italia, Aly Haiban, intervenuto a tutti e tre i giorni della Raci insieme a rappresentanti di Governi di altri quattro Paesi africani.
Alla cerimonia di premiazione hanno preso parte anche l'assessore all'agricoltura, Patrizio Gagliardi, il sindaco di Macerata, Romano Carancini, presidenti di associazioni di categoria, dirigenti dei servizi agricoltura della Regione e Roberta Abodi della direzione per i Paesi dell'Africa sub-sahariana del Ministero degli Esteri.
Il presidente della Provincia, Franco Capponi, ha ringraziato tutti gli allevatori per l'impegno e la passione che mettono nel loro lavoro e per gli esaltanti risultati raggiunti nella qualità della razza bovina Marchigiana. Da parte dell'Amministrazione provinciale - ha aggiunto Capponi - c'è la volontà di potenziare e rinnovare ancora la Raci che già quest'anno ha potenziato l'aspetto tecnico-scientifico con appositi convegni (tra questi quello sulla nuova razza del “Suino della Marca” ) e riportando in fiera il settore della meccanizzazione agricola. L'assessore Gagliardi ha annunciato che dal prossimo anno la Raci sarà ulteriormente anticipata all'inizio della primavera allo scopo di favorire una ancora maggiore partecipazione di espositori ed operatori, entrando così in “concorrenza” più diretta con le altre due importanti fiere agricoli nazionali del centro Italia, quelle di Bastia Umbra e di Lanciano.

Nella foto, Rick con il “fratello” Raggio e il presidente Capponi
 

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“Prevenzione del rischio ambientale, tutela dell'ecosistema e sviluppo sostenibile sono tre concetti chiave per i quali la Regione Marche si è impegnata da tempo e su cui continuerà ad orientare le proprie azioni politiche”. E' quanto ha ribadito l'assessore Serenella Moroder, visitando questo pomeriggio la stazione radar antiquinamento della Regione Marche, in località Fornetto, sulla collina Montagnola di Ancona.
Il radar consente di rilevare, tramite il suo sensore, la presenza di navi con carichi pericolosi, come il petrolio, fino a 40 miglia dalla base; dispone di un telescopio che identifica visivamente una nave fino a 50 chilometri; permette il monitoraggio dell'entrata e uscita di ogni singola nave dall'area portuale del Golfo di Ancona in un raggio che include anche la raffineria Api e i relativi terminali. E' in fase di sperimentazione anche un network per ottenere informazioni in tempo reale mediante avvistamento diretto di inquinamenti in mare e in terra.
“Si tratta di un'attività di estrema importanza – ha commentato l'assessore Moroder – per la salvaguardia del nostro mare. Sappiano che il 20% del traffico mondiale di petrolio transita nel Mediterraneo e, di questo, una percentuale consistente attraversa l'Adriatico”.
Le cronache parlano molto di frequente di incidenti dovuti a sversamenti di petrolio che degenerano in disastri ambientali. L'ultimo è quello che ha interessato la piattaforma “Deepwater Horizon” nel Golfo del Messico, al largo delle coste della Louisiana.
“Questa situazione – ha continuato Moroder - non può essere paragonata a quella dell'Adriatico ma deve comunque farci riflettere. Nell'immaginario collettivo, l'inquinamento del mare è legato a questi grandi disastri ma ciò è solo un aspetto del problema, perché gli inquinamenti ordinari, ossia i rifiuti di ogni genere che vengono scaricati quotidianamente in mare dalle navi, sono pericolosi tanto quanto quelli straordinari. Il nostro è un mare chiuso, dal fondale basso, caratterizzato da scarso ricambio idrico. Un ambiente marino sensibile e vulnerabile che va difeso”.
La Regione Marche già dal 2004 si è attivata per evitare il rischio di disastri ecologici. A questo scopo è stato avviato il progetto DAMAC (Difesa Ambientale del Mare Adriatico e Comunicazioni), realizzato in sinergia con gli Stati che si affacciano sull'Adriatico, che si basa su un'attività di monitoraggio e raccolta dei dati sui rischi ambientali e che punta a uno sviluppo sostenibile dei territori delle fasce costiere.
“Le attività di monitoraggio – come ha spiegato l'assessore Moroder – mirano alla prevenzione dell'inquinamento accidentale e di quello intenzionale, cioè al rilascio doloso di idrocarburi, rilevati anche attraverso l'acquisizione di immagini satellitari”.
La Regione si sta inoltre attivando per l'organizzazione degli interventi da attuare in caso di spiaggiamento di idrocarburi dispersi in mare. (s.g.)
 

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Venerdì, 14 Maggio 2010 02:00

Presentata 'La crocifissione di Petrignano'

Venerdì 14 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino è stato presentato il volume “La Crocifissione di Petrignano” edito da CRACE.
La pubblicazione è dedicata all'opera pittorica del ‘600 romano, proveniente dalla Chiesa di S. Croce di Petrignano di Fiordimonte danneggiata dal sisma del ‘97 e restaurata per volontà dell'Arcidiocesi di Camerino e del Comune di Pievebovigliana con il contributo della Distilleria Varnelli.
La storica azienda liquoristica, che opera tra Pievebovigliana e Muccia, da sempre attenta alla valorizzazione del territorio e sensibile nei confronti della cultura, ha celebrato i 140 anni della propria attività, restituendo alla comunità l'originale splendore del dipinto del XVII sec. ora collocato nel Museo “Raffaele Campelli” di Pievebovigliana.
La presentazione del volume, all'interno dell'aerea della Regione Marche (H22 J21 nel Padiglione 2 del Lingotto di Torino), è stata curata dall'Arch. Luca Maria Cristini, Direttore dell'Ufficio Beni Culturali dell'Arcidiocesi di Camerino e da Orietta Maria Varnelli, alla presenza dell'Assessore alla Cultura Pietro Marcolini e del Presidente dell'Assemblea Legislativa della Marche Vittoriano Solazzi.

 

 

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Un nome, una garanzia. Il Gambero rosso, nota realtà editoriale in ambito enogastonomico, quest'anno ha deciso di stilare una curiosa classifica per stabilire le migliori paste all'uovo d'Italia.

Qui arriva la sorpresa perché fa parte di questa graduatoria anche “la Pasta di Camerino” definita come: “ una pasta fatta con arte e artigianalità, tipica e casalinga da far tenerezza, dalla godibilità immediata.”

L'azienda camerte ha meritato il secondo posto ma si è classificata come prima per quanto riguarda il rapporto qualità-prezzo. La motivazione della rivista continua così: “ l'artigianalità si nota nel colore giallo intenso, nella disomogeneità della larghezza e della cartella delle fettuccine (sembrano tagliate a mano con il coltello), nell'aspetto poroso e opaco. Profumo dolce ed equilibrato con in evidenza un buon sentore d'uovo (dichiarato al 33,2%), che ritorna in bocca. Gusto dolce e tipico, con note di nocciola, decisamente piacevole, anche se non potentissimo. Consistenza ottima, grande elasticità e masticabilità. E con un esemplare rapporto qualità/prezzo”.

Di questo riconoscimento si è dichiarato, ovviamente, molto soddisfatto il patron dell'azienda Gaetano Maccari che si è detto molto contento soprattutto del fatto che questa classifica sia stata stilata da una rivista tanto seria come appunto “Gambero rosso” che rappresenta un riferimento per tutti gli amanti del buon cibo d'Italia. Questo è anche un punto d'orgoglio per la città di Camerino, oltre che un'ottima pubblicità per tutto il territorio.

 

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Giovedì, 13 Maggio 2010 02:00

Festa a Colfano con padre Roberto De Luca

Ordinato sacerdote lo scorso 1 maggio p. Roberto De Luca, frate minore francescano, originario di Caldarola, ha voluto celebrare una santa messa nella chiesina del convento di Colfano che conserva le reliquie del beato Francesco da Caldarola. Una celebrazione che ha visto convenire a Colfano moltissimi fedeli provenienti dalle zone limitrofe. Nell'omelia padre Roberto ha posto l'accento sul ruolo avuto dal beato Francesco nella zona in cui è vissuto e dove ha operato, mettendo in pratica il messaggio cristiano attraverso la costituzione del monte di pietà, prima banca sociale a sostegno dei poveri senza la contropartita di interessi, e la fondazione dell'ospedale. Prendendo spunto dall'opera del beato, padre Roberto ha anche puntualizzato tre aspetti, visti in negativo, dell'agire umano: la ricchezza, l'invidia, la falsità. “Credo sia importante – ci dice padre Roberto – sottolineare come Cristo non sia mai stato falso, ma sempre vero; una persona che non ha mai fatto “chiacchiere”, ma ha sempre detto le cose come stavano senza paura di mostrare la verità; nel mondo ha predicato una logica, quella dell'amore che va contro la logica del denaro. Nella vita la cosa importante è incontrare Cristo, perché solo incontrando Cristo possiamo capire la verità delle cose. E nella verità delle cose – conclude padre Roberto – possiamo liberamente impostare la nostra vita in qualsiasi stato, da sposati come da sacerdoti”. Il convento francescano di Colfano è sempre stato un forte punto di riferimento spirituale per gli abitanti della zona che hanno vissuto drammaticamente la decisione dei frati, nella metà degli anni '80, di lasciare questo luogo. Per una giornata Colfano è tornato a rivivere; nelle testimonianze delle persone intervistate l'augurio che possa rivivere stabilmente anche in futuro.

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